lunedì 31 gennaio 2011

A CORAL ACCENT ...winter beach impressions

..E' difficile pensare al mare, il freddo e' un fattore dominante e l'idea di aspettare ancora tanti mesi prima di scaldarci al sole...beh non mi regala allegria...ma..si c'e' un ma, si puo' tentare di godere del benefico effetto marino scaldando l'ambiente con piccoli "preziosi" accenti..intanto come mio solito qualche cenno sul CORALLO per apprezzarne il colore ed il significato e il lussuosissimo decoro immancabile in molte case dagli Interiors impeccabili!

La storia del corallo riferisce che fino al sec. XVI si parla genericamente di «corallo lavorato», intendendosi con ciò quei grani (detti «paternostri») che, indipendentemente dal loro pregio o grandezza, si utilizzarono prima per i rosari, usati dai musulmani e dai cristiani, poi per quello che e stato sempre il più diffuso ornamento muliebre: la collana. Per lungo tempo, quindi, la lavorazione fu, salvo eccezioni, limitata alle più semplici operazioni: il taglio dei rametti alle dimensioni volute dall’uomo e consentite dal ramo, l’arrotondatura e la pulitura (inizialmente molto grossolane) dei pezzi i quali, solo verso il XVII secolo, assunsero anche forme diverse da quella sferica.
La Provenza è stata anch’essa tra le prime aree di produzione di manufatti di corallo, e la cosa si spiega con l’attività di pesca esercitata da quella gente. Per una logica distribuzione dei mercati, conseguente alla dislocazione geografica dei centri di lavorazione, i prodotti siciliani venivano avviati al vicino Oriente, mentre quelli liguri e provenzali prendevano le vie dei Paesi dell’Europa occidentale.


Anche Amalfi produceva le rosse sferette, che permutava con spezie, allora rare e costose, portate dai mercanti levantini. Nel XIV sec. la lavorazione è attestata anche a Parigi, dove gli addetti erano così numerosi da costituirsi in corporazione; nei secoli successivi 1’attività si estese a Lione, Aix, St. Claude.
Le varie egemonie che si sono avvicendate nell’Italia insulare e peninsulare, dove la lavorazione si avvantaggiava dell’abbondanza di corallo pescato lungo le proprie coste, hanno sempre tenuto in gran conto tutta l’attività derivante dal piccolo alberello marino; gli Aragonesi, pero, forse perché furono nel nostro Regno nel momento giusto (1442-1495), le dettero notevole impulso e sostegno, sicché i manufatti dell’epoca ebbero una chiara quanto incisiva impronta spagnola. A Napoli, sede di una delle Corti più sfarzose del XV secolo, troviamo i primi nuovi tagli dati al corallo: si parla di collane con elementi a forma di «lenticchia» e di «fette di melone », vere originalità emergenti dalla secolare tipologia di tale ornamento. Nel ’400 si trova per la prima volta il corallo nell’arte figurativa; non si pensi pero alle sculture o all’incisione del cespo perché l’impiego era limitato a sostenere, quale albero o croce, preziose figure mitologiche, allegoriche o sacre, o a fungere da zampe e corna di animali fatti con oro e argento.


...Certo il corallo nel tempo ha subito trasformazioni tra le piu' svariate e forse anche per questo e' diventato raro e prezioso , ma imitandolo con gusto senza strapparlo piu' alla sua natura marina , si possono ottenere degli effetti davvero interassanti ...guardate un po'.
 
 
 
        ..prego..accomodatevi e sbirciate tra queste belle riproduzioni...




..e' impossibile non trovare di gusto queste ambientazioni, anche se ricche in effetti con un tono non sfarzoso e l'occhio attento di un buon interior designer, si puo' creare un'armonia davvero calda ed accogliente.




                                                                   che ne dite ?

...ma il freddo insiste ed io mi son congelata ferma qui sul mio pc...tolgo le scarpine e mi faccio una tisana calda..intanto sogno un CORAL SUNSET...




                                                                   ...SUSANNA...

2 commenti:

  1. Brava Susanna ...eleganti e sofisticati...ambienti molto ricercati e chic tu dovresti fare la redattrice di una rivista di arredamento..o addirittura inventarne una... posso lavoraci dopo?

    RispondiElimina
  2. ma grazie..ihihi si una rivista la sogno e tu lo sai ma i tempi non son maturi e tu sarai sempre benvenuta..bella signora con tante bellissime cose che fai...chissa'...!

    RispondiElimina

Cerca nel blog

Caricamento in corso...